PAPAVERO
Papaver rhoeas
Famiglia: Papaveraceae
Nomi dialettali: Papāv'r (Carrara); rosoletta (Massa); papavero (Montignoso); rosolina (Aulla); papagāi (Pontremoli); papāvri (Fivizzano, Filattiera, Pontremoli).
Si trova nei luoghi erbosi, nei campi, spesso quelli coltiva a grano, dal mare
fino alla zona sub-montana. Eunerbacea annuale con radice biancastra a
fittone, dal colletto si
diparte una rosetta di foglie ellittico-allungate con contorno lanceolato,pennato
o bipennatosette con incisioni irregolari a margine dentato. Il fusticino alto
da 20 a 80 cm
porta
delle foglie pių semplici delle precedenti e sessili. Le foglie ed il fusto sono
abbondantemente rivestite di peli rigidi. Dalle ferite del fusto e delle altre
parti della pianta fuoriesce il tipico lattice bianco di odore sgradevole.
All'apice del fusto ed all'ascella delle foglie si sviluppano lunghi peduncoli
che portano i boccioli fiorali. Questi prima della fioritura, che avviene tra
marzo e luglio, sono penduli, poi aprono i 4 petali tondeggianti color rosso
vivo. Si raccolgono le rosette di foglie basali in inverno e primavera.
In cucina le rosette cotte in miscuglio con altre erbe servono per preparare torte salate, oppure minestre, possono essere consumate anche da sole, prima lessate e poi passate in padella con burro, con aglio olio e peperoncino; per preparare sformati o far ripieni. Si adoperano anche crude in insalata, preferibilmente nelle misticanze.
Con gli infusi di petali si ottengono dei blandi sedativi, calmanti per la tosse ed espettoranti. Ha inoltre proprietā coloranti per la presenza nei petali degli antociani rosso vivo. Le capsule del papavero in dosi eccessive possono provocare intossicazione.
Curiositā: in passato le proprietā coloranti dei petali venivano sfruttate dalle donne per truccare guance e labbra.