ORTICA

Urtica dioica

Famiglia: Urticaceae

Nomi dialettali: urtìca (Carrara - Montignoso); pùngia (Massa); ortiga (Aulla - Filattiera - Fivizzano); urtiga (Pontremoli).

Pianta erbacea infestante, si può trovare ovunque. È costituita da un rizoma ampiamente ramificato e strisciante, poco profondo nel terreno. Dal rizoma sorgono i fusti alti fino oltre un metro, hanno sezione quadrata quasi sempre semplice senza ramificazioni. Sulla superficie del fusto sono presenti alcuni peli corti ed altri più lunghi rigidi che hanno funzioni urticanti. Le foglie, grandi, hanno un picciolo corto ma ben evidente, sono ovate o lanceolate, il margine è dentato o seghettato, sulla superficie e, specialmente lungo le nervature, presentano peli urticanti. Da maggio a luglio fiorisce emettendo piccoli fiori verdastri riuniti in «spighe» che possono essere: maschili quelle erette; femminili quelle pendule.

Si raccolgono i germogli o le cime prima della fioritura.

In cucina si usano le sommità per preparare minestre di verdura, zuppe, torte salate, più raramente crude in insalata oppure in miscuglio con altre entità. Dopo lessate possono essere saltate in padella, oppure condite con olio sale e aceto, si utilizzano anche nell'impasto per lasagne e tagliatelle verdi. Unite alle uova si preparano ottime frittate oppure il ripieno per tortelli.

Ha proprietà dietetiche, diuretiche,depurative, antinfiammatorie, intestinali, antireumatiche, antiemorragiche, normalizzanti del cuoio capelluto. È utile in particolare per i debilitati, convalescenti e persone anziane.

Si possono preparare succhi con le foglie fresche, infusi, tinture.

Curiosità: decotti di ortica al 5% mediante frizioni sono utilizzati per il cuoio capelluto grasso e con forfora.

Con la macerazione dell' ortica si ottiene un filato rustico che può dare tessuti , ma anche carta.

Nell' antica Roma ai sofferenti di reumatismi e artrite veniva indicato come cura, di rotolarsi nudi sulle ortiche .